ALLA SCOPERTA DI PORDENONELEGGE: INTERVISTA A GIAN MARIO VILLALTA

PordenoneLegge si è guadagnato il titolo di evento letterario più atteso in Italia, un festival che ogni anno attira appassionati di letteratura da tutto il paese. Per comprendere meglio il cuore pulsante di questo festival culturale, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Gian Mario Villalta, il direttore artistico di PordenoneLegge. Nella nostra intervista, Villalta ci porta dietro le quinte di questo evento straordinario, svelando i segreti del suo successo e la visione che lo guida. Dalle origini modeste alle ambiziose aspirazioni future, Villalta condivide le sfide e le soddisfazioni di creare un festival che non solo celebra la letteratura, ma arricchisce anche il tessuto culturale della città di Pordenone e oltre.

Domanda: “Cosa vi ha portato a far nascere PordenoneLegge?”

La nascita di PordenoneLegge è stata il risultato finale di una serie di eventi. Un esempio è la Edil Dexpo, che si svolgeva in fiera, dove i librai presentavano i loro libri e si tenevano alcuni incontri con gli autori. Il primo cambiamento significativo è stato spostare l’evento dal contesto fieristico al centro della città. Successivamente, c’è stata una sorta di insoddisfazione nei confronti dei primi curatori, e a quel punto siamo stati coinvolti noi, i curatori attuali, con un progetto diverso. Volevamo un coinvolgimento più ampio della città, perché per noi l’evento doveva interessare la maggior parte degli attori coinvolti, come librerie, scuole, bar, ristoranti e hotel.

Inizialmente, è stato molto difficile perché la città di Pordenone non era molto entusiasta dell’idea. Come sapete, chi inizia qualcosa di nuovo incontra sempre resistenze, e inoltre c’è bisogno di accumulare esperienza. Abbiamo ricevuto il sostegno della Camera di Commercio, che era nostra collaboratrice, ma ci sono comunque voluti circa dodici anni per poter affermare che il festival era diventato una realtà consistente e riconosciuta. Negli ultimi dieci anni, l’evento ha visto una crescita costante e ora posso dire con orgoglio che PordenoneLegge è diventato uno degli eventi culturali più conosciuti e apprezzati in Italia, soprattutto nel campo della letteratura.

PordenoneLegge è certamente una festa del libro, ma c’è anche un elemento fondamentale di festa nel senso più ampio: l’incontro, il trovarsi insieme, il trascorrere del tempo in modo significativo, che per noi è essenziale.

Domanda: “Quando è nata l’idea di PordenoneLegge, pensavate che il festival sarebbe diventato ciò che è oggi?”

Sì, il sogno c’era e posso dire che si è avverato. L’idea di fondo che avevamo all’inizio è stata realizzata. Ci siamo ispirati anche al modello del festival di Hay in Inghilterra, che si svolge in un luogo molto piccolo, quasi un villaggio, che però si anima incredibilmente durante l’evento. Questo concetto ha ispirato anche il festival di Mantova Letteratura, nato un anno prima di noi. La differenza principale è che Mantova ha scelto fin dall’inizio di tenere il festival in una posizione più distaccata dalla città, mentre noi abbiamo sempre perseguito l’idea di una ‘città festival’.

Ovviamente, ci sono persone che apprezzano la manifestazione e vogliono farne parte attivamente, e altre che, magari abitando in centro, preferirebbero una vita più tranquilla durante quei giorni e non sono interessate al festival. Siamo consapevoli che non si può accontentare tutti, ma posso affermare che il progetto iniziale di PordenoneLegge corrisponde a ciò che è diventato oggi.

Domanda: “Siamo studentesse e abbiamo notato che spesso i ragazzi portati al festival dalle scuole non sembrano particolarmente interessati. Secondo lei, è giusto obbligare gli studenti a partecipare?”

Beh, diciamo che in media gli studenti potrebbero non essere interessati a molte cose, preferendo magari guardare il telefono o TikTok. Quindi, a volte, è necessario un certo grado di incoraggiamento per stimolare l’interesse degli studenti in qualsiasi ambito. Dopo anni di insegnamento, ho scoperto che l’interesse degli studenti si accende quando, dopo aver partecipato a un evento, trovano qualcosa che li attrae. L’adolescenza è un periodo in cui si inizia a scoprire il mondo, e con la tecnologia che fornisce costantemente intrattenimento, gli studenti possono sentirsi già soddisfatti e disinteressati a esplorare altro. Ma non è così.

È compito della scuola e di eventi come Pordenonelegge offrire ai giovani qualcosa che possa catturare il loro interesse e essere utile nella vita. Ho notato che, dopo una certa ‘spinta’ iniziale, alcuni studenti sviluppano un vero interesse: partecipano come volontari durante gli incontri, seguono gli autori negli anni, si interessano alla letteratura e si uniscono ad altre iniziative culturali. Quindi, credo che sia giusto incoraggiare, ma non imporre. Venire a Pordenonelegge per un paio d’ore non è una grande imposizione, e può aprire nuove porte.

Domanda: “Solitamente sono le scuole a decidere autonomamente di partecipare a PordenoneLegge, oppure è il festival stesso a invitarle per avere un pubblico più numeroso?”

Fin dall’inizio, c’era l’intenzione di coinvolgere anche le scuole nel festival. Ora che PordenoneLegge è diventato un evento molto conosciuto e seguito, c’è una reciproca ricerca di collaborazione. Da parte nostra, c’è un forte interesse e un impegno nel lavorare con le scuole e nel rendere i libri familiari agli studenti. È sorprendente pensare che in alcune case non ci sia neanche un libro; l’avvicinamento alla lettura può avvenire anche attraverso il contatto diretto con gli autori e la scoperta che molti leggono certi libri.

È importante per noi presentare contenuti che siano interessanti e appetibili per le scuole. In effetti, la domanda da parte delle scuole è spesso maggiore dell’offerta che possiamo fornire, e i posti disponibili per queste istituzioni vengono occupati molto rapidamente, lasciando molte classi escluse. Cerchiamo di presentare le nostre offerte in tempo utile, così che le scuole possano scegliere e, se possibile, far conoscere agli studenti gli autori e i libri già entro la fine dell’anno scolastico precedente. Quest’anno abbiamo avuto un problema significativo in questo senso, perché PordenoneLegge è iniziato contemporaneamente all’anno scolastico, e quindi non c’è stato tempo per le classi di discutere anticipatamente dei libri. Stiamo cercando di trovare soluzioni per evitare questa situazione in futuro.

Domanda: “Con quale criterio vengono invitati gli autori a partecipare al festival?”

Gli autori vengono proposti principalmente dalle case editrici, e spesso sono gli stessi autori a proporsi. Abbiamo un ottimo rapporto con quasi tutte le case editrici, che sono il nostro principale canale di informazione su ciò che accade nel mondo letterario, sulle nuove uscite degli scrittori e sulla disponibilità degli autori che potrebbero interessarci. Consideriamo anche le proposte di autori meno noti che si presentano autonomamente.

I criteri di selezione sono fondamentalmente due: il primo è la qualità e l’interesse del libro. Cerchiamo di includere opere che riteniamo interessanti e che crediamo possano attrarre un ampio pubblico, indipendentemente dal genere, che sia matematica, filosofia, ingegneria, storia o altro. Il secondo criterio è che il libro sia disponibile in commercio. Preferiamo i libri recenti e, se possibile, quelli presentati in anteprima al festival.

Domanda: “Crede che PordenoneLegge contribuisca ad aumentare il livello culturale della città?”

Sì, lo credo fermamente. Tutto parte dalla crescente familiarità con il mondo della cultura che si sviluppa nel tempo. Stiamo per avviare una ricerca approfondita per dimostrare questo impatto. La ricaduta culturale su Pordenone è variegata, influenzando l’apertura mentale, l’esperienza e la conoscenza dei vari ambiti culturali. Oltre a ciò, negli anni ho notato che la lettura è diventata un’attività più comune e naturale per i pordenonesi, che ora la considerano parte integrante della loro vita.

Ricordo che qualche decennio fa, qui a Pordenone, c’era addirittura un certo disprezzo verso i libri, visti come inutili o quasi dannosi perché ti mettevano in contatto con un mondo ‘pericoloso’. Ora, invece, vedo che restare informati e leggere è diventato abituale per molti. Naturalmente, l’impatto culturale varia a seconda della libertà nella lettura, della capacità di dedicarsi alla lettura e della fluidità nella comprensione dei testi.

Domanda: “Leggere un libro o ascoltare un filosofo, un autore, o una personalità di spicco parlare, contribuisce effettivamente ad aumentare la cultura di una persona? Secondo lei, una delle due azioni è più importante dell’altra?”

Entrambe le azioni aumentano la cultura nella misura in cui stimolano la curiosità e aprono nuove porte verso l’interesse. La scuola moderna mantiene ancora una struttura rigida, ereditata dalle accademie militari dell’Ottocento, con classi fisse per diversi anni e lunghi periodi di lezione senza interruzioni significative. Gli insegnanti, vincolati da scadenze e programmi stabiliti dai dipartimenti, spesso non possono condividere le loro ricerche personali o passioni, il che può rendere l’insegnamento a volte noioso.

D’altra parte, l’intervento di un filosofo o di un esperto culturale, che condensa il frutto delle sue ricerche in un’ora di discorso, può essere affascinante e stimolante. Tuttavia, non dovrebbe essere considerato allo stesso livello del lavoro quotidiano di un insegnante. Sarebbe ideale avere un dialogo costante tra ciò che l’insegnante fa e ciò che viene presentato in queste occasioni speciali. Molto dipende anche dall’attenzione e dall’interesse dello studente: se un argomento lo stimola, potrebbe voler fare domande e approfondire. In definitiva, l’importanza dipende dall’interesse che l’argomento suscita, sia che venga presentato su carta o tramite la voce di qualcuno.

Conclusione: Un festival che Illumina la cultura

Dall’intervista con Gian Mario Villalta emerge chiaramente che PordenoneLegge è più di un semplice festival letterario: è un faro di cultura, un punto di incontro tra passione per i libri e dialogo comunitario. Attraverso gli sforzi di Villalta e del suo team, PordenoneLegge continua a ispirare e a unire, dimostrando che la letteratura è una forza vitale capace di arricchire la vita di una città e di tutti coloro che vi partecipano.

Nota

L’immagine di copertina non è quella del dottor Villalta. Per coerenza con gli altri articoli, abbiamo lasciato all’intelligenza artificiale la libertà di interpretarne la fisionomia in base al tono, l’ironia e la sincerità delle risposte che ci ha gentilmente dato.

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