APERTURE INDIMENTICABILI: 10 INCIPIT ICONICI DELLA LETTERATURA MONDIALE

Premessa: un omaggio agli incipit indimenticabili

Nel corso degli anni, numerosi articoli in importanti riviste hanno esplorato e celebrato gli incipit più memorabili della letteratura, ognuno con la propria selezione, il proprio commento e la propria interpretazione. Tra questi, un articolo particolarmente incisivo e originale è apparso anni fa sulle pagine del “New Yorker”.

In questo nostro articolo, ci ispiriamo a quella selezione, condividendo ampiamente i criteri e le scelte fatte. Crediamo che gli incipit scelti, che riportiamo in gran parte di seguito, non solo catturino l’essenza delle opere a cui danno inizio, ma rappresentino anche momenti di pura maestria letteraria, capaci di trasportare il lettore in mondi narrativi ricchi e complessi fin dalle prime parole.

Introduzione: l’arte dell’incipit nella letteratura

In ogni grande opera letteraria, le prime parole giocano un ruolo cruciale. Gli incipit, le frasi iniziali di un libro, sono molto più di un semplice inizio: sono il portale attraverso il quale il lettore entra nel mondo dell’autore. Queste prime righe hanno il potere di catturare l’attenzione, evocare emozioni, e stabilire il tono per tutto ciò che segue. In molti casi, gli incipit sono diventati quasi altrettanto famosi quanto le opere stesse, rimanendo impressi nella memoria collettiva come icone della loro epoca.

Un incipit efficace può essere un richiamo irresistibile all’avventura, un invito riflessivo alla contemplazione, o una provocazione audace che sfida le aspettative. Può stabilire immediatamente il contesto, introdurre un personaggio indimenticabile, o presentare un enigma che spinge il lettore a proseguire. In alcuni casi, le prime parole di un libro hanno definito intere generazioni di scrittori e lettori, influenzando il corso della letteratura stessa.

1.”Iliade” di Omero

Incipit: “Cantami, o diva, del Pelìde Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli achei , molte anzi tempo all’orco generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di giove l’alto consiglio s’adempia ) , da quando primamente disgiunse aspra contesa il re de’ prodi Atride e il divo Achille.”

Commento: L’incipit dell'”Iliade” è uno dei più celebri nella storia della letteratura. Con queste parole, Omero invoca la Musa, chiedendo ispirazione per narrare le avventure di Ulisse. Questo inizio epico non solo stabilisce il tono dell’intera opera, ma introduce anche il tema centrale del viaggio, sia fisico che spirituale. La richiesta di canto alla divinità riflette l’importanza della tradizione orale nella cultura antica e immerge immediatamente il lettore nel mondo mitologico e eroico dell’antica Grecia.

2. “Divina Commedia” di Dante Alighieri

Incipit: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura: ché la diritta via era smarrita. E quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia et aspra e forte, che nel pensier rinova la paura!”

Commento: Queste parole iniziano l’epico viaggio di Dante attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso nella “Divina Commedia”. L’incipit è carico di significato simbolico: la “selva oscura” rappresenta lo smarrimento spirituale e morale in cui si trova l’autore (e, per estensione, ogni uomo) a metà del cammino della vita. La semplicità e la potenza di queste parole stabiliscono immediatamente un tono di introspezione e di ricerca, invitando il lettore a unirsi a Dante nel suo viaggio di redenzione e scoperta spirituale.

3. “Don Chisciotte” di Miguel de Cervantes

Incipit: “In un villaggio della Mancha, il cui nome non voglio ricordare, non molto tempo fa viveva un hidalgo dei quelli che hanno una lancia in astillero, uno scudo antico, un cane magro e un cavallo rapido…”

Commento: Queste parole introducono il lettore nel mondo di “Don Chisciotte”, un’opera che mescola realtà e fantasia, nobiltà e follia. L’incipit stabilisce subito il tono picaresco e leggermente ironico dell’opera, presentando il protagonista in modo indiretto e misterioso. Cervantes inizia la sua narrazione con un tocco di umorismo, suggerendo l’ordinarietà del luogo e la stravaganza del personaggio.

4. “Anna Karenina” di Lev Tolstoj

Incipit: “Tutte le famiglie felici si assomigliano l’una all’altra; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo…”

Commento: Il famosissimo incipit di “Anna Karenina” stabilisce immediatamente uno dei temi centrali dell’opera: la complessità delle relazioni familiari e personali. Tolstoj apre il suo romanzo con una riflessione universale sulla felicità e l’infelicità, suggerendo che la felicità segue modelli prevedibili, mentre l’infelicità è unica e variegata. Questa frase è diventata una delle più citate nella letteratura mondiale, riflettendo la profonda comprensione di Tolstoj della natura umana.

5. “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi

Incipit: “C’era una volta… – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. – No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno…”

Commento: Questo incipit rompe subito con le convenzioni delle fiabe tradizionali, sorprendendo il lettore con un inizio inaspettato. Collodi inizia la storia in modo giocoso e diretto, rivolgendosi ai suoi giovani lettori e sfidando le loro aspettative. Questa apertura non solo cattura immediatamente l’attenzione, ma stabilisce anche il tono per le successive avventure di Pinocchio, un burattino di legno che desidera diventare un vero ragazzo.

6. “Madame Bovary” di Gustave Flaubert

Incipit: “Eravamo in classe quando entrò il preside, seguito da un ‘nuovo’ tutto impacciato e da un bidello in livrea…”

Commento: L’incipit di “Madame Bovary” introduce il lettore in una scena quotidiana, ma carica di significato. Flaubert apre il suo romanzo con una descrizione semplice ma evocativa, che stabilisce subito il contesto sociale e il tono realistico dell’opera. Queste prime parole segnano l’inizio della storia di Emma Bovary, un personaggio che cerca disperatamente di sfuggire alla banalità della vita borghese.

7. “Racconto di due città” di Charles Dickens

Incipit: “Era il miglior tempo, era il peggior tempo, era l’età della saggezza, era l’età della follia, era l’epoca della fede, era l’epoca dell’incredulità, era la stagione della Luce, era la stagione delle Tenebre, era la primavera della speranza, era l’inverno della disperazione, avevamo tutto davanti a noi, non avevamo nulla davanti a noi, andavamo tutti in Paradiso, andavamo tutti dall’altra parte – in breve, il periodo era così lontano dal presente che alcune delle sue autorità più rumorose insistevano nel riceverlo, per bene o per male, solo nel superlativo grado di confronto…”

Commento: Questo famosissimo incipit è uno dei più memorabili nella letteratura inglese. Dickens utilizza una serie di contrasti per descrivere l’epoca della Rivoluzione Francese, catturando la complessità e le contraddizioni di quel periodo storico. Queste frasi iniziali stabiliscono immediatamente il tema centrale del romanzo: il conflitto tra bene e male, luce e oscurità, speranza e disperazione.

8. “Ulisse” di James Joyce

Incipit: “Maestoso, paffuto Buck Mulligan venne dalla testa della scala, portando una bacinella di schiuma su cui giacevano incrociati uno specchio e un rasoio…”

Commento: L’incipit di “Ulisse” di James Joyce è noto per il suo stile immediato e vivido. Joyce introduce il personaggio di Buck Mulligan in modo che sia memorabile e pieno di vita, utilizzando un linguaggio ricco e sensoriale. Questa apertura segna l’inizio di un viaggio attraverso un giorno nella vita di Leopold Bloom a Dublino, un viaggio che rivoluzionerà la narrativa moderna.

9. “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez

Incipit: “Molti anni dopo, di fronte al plotone d’esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía doveva ricordare quel pomeriggio remoto in cui suo padre lo portò a conoscere il ghiaccio…”

Commento: Questo incipit iconico di “Cent’anni di solitudine” cattura immediatamente l’attenzione del lettore, introducendo un elemento di suspense e mistero. García Márquez mescola il ricordo di un’esperienza infantile innocente con la tensione di un imminente esecuzione, creando un contrasto stridente che è caratteristico del suo stile magico-realistico. Questa frase iniziale non solo stabilisce il tono dell’intera opera, ma introduce anche il tema della memoria e del tempo, elementi centrali nel romanzo.

10. “Il giovane Holden” di J.D. Salinger

Incipit: “Se davvero volete sentire questa storia, la prima cosa che probabilmente vorrete sapere è dove sono nato, come è stata la mia infanzia da schifo, cosa facevano i miei prima di avere me, e tutte quelle palle di David Copperfield, ma non ho voglia di andare in tutti quei dettagli…”

Commento: Questo incipit introduce il lettore alla voce narrante unica e distintiva di Holden Caulfield, il protagonista del romanzo. Salinger usa un linguaggio colloquiale e diretto che riflette la personalità ribelle e disillusa di Holden. Queste prime righe stabiliscono subito il tono confidenziale e un po’ cinico del romanzo, distanziandosi dalle convenzioni narrative tradizionali. L’incipit segnala anche il tema centrale dell’opera: la lotta di un adolescente contro l’ipocrisia del mondo adulto e la sua ricerca di autenticità in un mondo che percepisce come falso.

Conclusione: un mosaico di inizi indimenticabili

La selezione del “New Yorker”, che abbiamo condiviso e ampliato, rappresenta solo una frazione del vasto mosaico degli incipit letterari. Ogni scelta è inevitabilmente parziale e soggettiva, e noi stessi avremmo voluto includere molte altre aperture altrettanto memorabili: “Moby Dick”, “Il Circolo Pickwick”, “Per chi suona la campana”, “Orgoglio e Pregiudizio”, “Alice nel paese delle meraviglie”, “Lolita”, “La metamorfosi”, “Fahrenheit 451”, “Colazione da Tiffany”, solo per citarne alcuni. Siamo consapevoli che ogni appassionato lettore potrebbe proporre una lista diversa, arricchita dai propri incipit preferiti e dalle personali esperienze di lettura. La bellezza della letteratura risiede proprio in questa varietà e nella ricchezza di voci che continua a ispirarci.

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