CAMMINA, CAMMINA, CAMMINA: ALMENO 7.000 PASSI AL GIORNO

Decifrare il mito dei 10.000 passi: quanti ne servono davvero per stare bene?

L’obiettivo di raggiungere quotidianamente 10.000 passi si è affermato come un ideale di benessere globale, sebbene manchi di un fondamento scientifico solido. Questo target è stato originariamente promosso negli anni ’60 da un produttore giapponese di contapassi, più come una strategia di marketing che come una raccomandazione sanitaria basata su evidenze concrete. Da allora, la comunità scientifica ha esaminato questo obiettivo per valutare la sua validità, con studi recenti che suggeriscono un numero di passi giornalieri inferiore, intorno ai 6.000, per trarre significativi benefici per la salute, con variazioni in base all’età dell’individuo. Ulteriori ricerche hanno rivelato che l’elemento cruciale è semplicemente l’attività del camminare: più passi si compiono, maggiori benefici si possono ottenere, sottolineando che l’importante è muoversi più che centrare un “numero magico”.

Verso una meta salutare: i veri benefici del camminare

Un recente studio internazionale, guidato dall’Università di Granada e pubblicato sul Journal of American College of Cardiology, ha messo in luce il numero di passi giornalieri ottimali per massimizzare i benefici sulla salute, in particolare per la prevenzione di malattie cardiovascolari e riduzione del rischio di morte prematura. Emergono i primi vantaggi tangibili già superando i 7.000 passi quotidiani, con l’ideale fissato intorno agli 8.000 passi. Questa quantità, tenuto conto della lunghezza media del passo, equivale a circa 6,4 chilometri al giorno, rivelando che non solo la quantità, ma anche la velocità della camminata gioca un ruolo cruciale nel determinare gli effetti positivi sull’organismo.

La velocità nel camminare amplifica i benefici: camminare a passo svelto risulta infatti più vantaggioso rispetto a una camminata lenta. Questo dettaglio sottolinea l’importanza di integrare nell’attività quotidiana non solo la distanza, ma anche l’intensità dell’esercizio.

Contrariamente alle origini commerciali del target dei 10.000 passi, che non si basava su evidenze scientifiche ma sul marketing del primo contapassi, lo studio attesta che non esiste un limite superiore di passi che possa risultare dannoso. Anzi, come evidenzia Francisco B. Ortega, professore presso l’Università di Granada, “più passi si fanno, meglio è”. Questa rivelazione incoraggia a puntare a una fascia di 7.000-9.000 passi giornalieri, un traguardo accessibile per la maggior parte delle persone e significativo per il benessere fisico.

Incrementi graduali: la chiave per benefici accresciuti

Un’analisi approfondita condotta su oltre 110.000 partecipanti, tramite una revisione sistematica e meta-analisi di dodici studi internazionali, ha rivelato come incrementi moderati nell’attività quotidiana possano tradursi in miglioramenti tangibili della salute, anche al di sotto della soglia comunemente citata dei 10.000 passi. Esmée Bakker, ricercatrice post-dottorato Marie Curie presso l’Università di Granada, sottolinea la novità dello studio nell’identificare obiettivi specifici di passi al giorno, rendendolo un punto di riferimento per chi cerca di migliorare il proprio benessere fisico attraverso camminate.

Piccoli passi, grandi benefici

L’analisi ha dimostrato che ogni incremento di 500 passi giornalieri è direttamente correlato a benefici misurabili per la salute, particolarmente rilevante per individui con precedenti livelli di attività fisica bassi. Questo approccio progressivo offre una prospettiva incoraggiante: stabilire obiettivi iniziali modesti, ma realistici, permette di incrementare gradualmente l’attività fisica senza il bisogno di raggiungere immediatamente traguardi elevati.

Velocità e salute: un legame evidente

Interessante è il riscontro che la velocità del camminare incide significativamente sulla salute, indipendentemente dal volume totale di passi. Un ritmo di circa 80 passi al minuto è stato associato a una riduzione del rischio di mortalità e alla prevenzione di malattie come le demenze e quelle cardiovascolari. Questo dato sottolinea l’importanza non solo della quantità ma anche della qualità dell’attività fisica nel contribuire al benessere generale.

Lo studio, che non ha evidenziato differenze significative tra sessi, propone quindi un modello flessibile e adattabile, promuovendo la camminata veloce come strumento efficace per il miglioramento della salute a lungo termine, rimarcando come piccoli cambiamenti possano fare una grande differenza nel mantenimento di uno stile di vita attivo e salutare.

Non c’è un limite al bene: esplorando i benefici dei passi aggiuntivi

  • Oltre i 9.000 passi: benefici senza confini

La ricerca sul movimento e sull’attività fisica amplia costantemente la nostra comprensione dei benefici per la salute, spingendoci a rivalutare gli obiettivi quotidiani di passi. Secondo Francisco Ortega, esperto nel campo, non esiste un “troppo” quando si parla di camminare. Il suo studio ha rivelato che persino raggiungere i 16.000 passi al giorno non comporta rischi, ma piuttosto vantaggi supplementari, seppur con margini di miglioramento ridotti in termini di prevenzione di malattie cardiovascolari.

  • Adattare l’obiettivo all’età

Una personalizzazione dell’obiettivo dei passi in base all’età emerge come strategia consigliata, con i giovani che potrebbero puntare a traguardi più ambiziosi rispetto agli anziani. Questo approccio considera le diverse capacità e necessità fisiche lungo le varie fasi della vita, ottimizzando i benefici individuali dell’attività fisica.

  • Uno sguardo olistico alla salute

Importante è il riconoscimento che camminare e, in generale, l’attività fisica moderata o vigorosa, abbracciano effetti positivi che vanno oltre la sola prevenzione di malattie cardiovascolari. Studi confermano che l’esercizio fisico incide favorevolmente su aspetti come la qualità del sonno e la salute mentale, dimostrando l’ampio spettro di vantaggi derivanti da uno stile di vita attivo.

  • La tecnologia a supporto del benessere

Nell’era digitale, monitorare l’attività fisica quotidiana è diventato più accessibile che mai, grazie alla diffusione di smartphone e smartwatch. Questi dispositivi rendono la misurazione dei passi un processo semplice e intuitivo, sottolineando come l’obiettivo degli 8.000 passi non solo sia raggiungibile ma anche facilmente verificabile, invitando a un impegno consapevole verso il proprio benessere.

Passo dopo passo verso un futuro più salutare

In conclusione, l’idea di fissare un obiettivo giornaliero di passi, lontano dal essere un dogma inflessibile, si rivela piuttosto come uno strumento dinamico e adattabile per promuovere la salute. La ricerca moderna ci incoraggia a muoverci oltre la cifra arbitraria dei 10.000 passi, sottolineando l’importanza di trovare un equilibrio personale che si adatti alle esigenze di salute, età e stile di vita di ciascuno. Che il nostro traguardo sia di 7.000, 8.000 o più passi, l’elemento fondamentale è l’incorporare l’attività fisica come parte integrante della nostra routine quotidiana. Con l’aiuto della tecnologia, monitorare i progressi è più semplice e accessibile che mai, offrendoci così la possibilità di misurare i nostri successi passo dopo passo. In definitiva, ogni passo che facciamo è un passo verso una vita più sana, dimostrando che quando si tratta di benessere, ogni movimento conta.

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