DONNE E IMPRESA: IL CORAGGIO E LA DETERMINAZIONE DI PAOLA CIMOLAI

Introduzione

La storia delle donne nel mondo imprenditoriale è complessa e ricca di cambiamenti nel corso dei secoli. Inizialmente, il lavoro femminile era legato principalmente a piccole attività domestiche o imprese familiari, spesso considerate come un’estensione dei tradizionali ruoli domestici delle donne. Con l’industrializzazione e l’urbanizzazione, le donne hanno iniziato a entrare nel mondo del lavoro al di fuori delle mura domestiche. Questo cambiamento ha consentito loro di contribuire economicamente alle famiglie, anche se spesso con stipendi inferiori rispetto agli uomini.

Con la lotta per l’uguaglianza di genere, si è assistito a un aumento della presenza femminile in posizioni di rilievo e imprenditoriali. Tuttavia, nonostante i progressi avvenuti nel corso del tempo, le discriminazioni e le sfide che le donne affrontano sul posto di lavoro sono presenti ancora oggi, anche se in forme più sottili rispetto al passato. Le donne continuano a scontrarsi con discriminazioni salariali, mancanza di rappresentanza nei ruoli di leadership e ovviamente stereotipi di genere. Per esplorare ulteriormente questo argomento, abbiamo deciso di intervistare Paola Cimolai per conoscere il suo punto di vista.

Paola Cimolai è la figlia dell’imprenditore Luigi Cimolai. Ha iniziato la sua carriera nell’ambito della carpenteria, ma successivamente si è allontanata da questo settore e ha proseguito il suo percorso nell’azienda di tessuti pregiati Jesurum.

L’intervista

Quando ha iniziato la sua attività, ha avuto delle particolari difficoltà nell’iniziare in quanto donna?

“All’inizio, non avendo una mia attività, ho lavorato per altre persone e aziende, anche in America, in ambienti prevalentemente maschili data la natura del mio lavoro in aziende di costruzioni. Sicuramente ho incontrato più difficoltà rispetto agli uomini. In ambienti così maschili, ovviamente, l’unica donna non viene presa sul serio. Ho dovuto dimostrare subito le mie competenze e conoscenze, cosa che per gli uomini non era necessaria.”

Ci sono stati degli ostacoli che ha dovuto affrontare?

“Sicuramente, gli ostacoli principali sono legati all’impatto iniziale. Ad esempio, spesso ero l’unica donna nelle riunioni e per i primi dieci minuti venivo presa alla leggera. Diciamo che l’impatto iniziale è quello che spicca tra tutti gli ostacoli e che si verifica più frequentemente.

Un’altra difficoltà in quanto donna riguarda la gestione della famiglia. Diventando mamma, hai un dovere nei confronti dei figli e della gestione della casa e della famiglia. Anche se hai un’attività tua, come nel mio caso, non è facile organizzarsi. Magari ti dicono di andare a un meeting dall’altra parte del mondo quando tuo figlio è nato da pochi mesi e sei costretta ad andare. Perché, in ogni caso, non viene considerato importante tutto l’aspetto della neomamma.”

Sul posto di lavoro ha mai ricevuto discriminazioni? Se sì, quali?

“No, personalmente non ho mai ricevuto discriminazioni, ma mi è capitato in America di vivere una brutta esperienza con un mio superiore, il quale mi ha detto che se avessi accettato un invito a cena mi avrebbe aiutato ad avere una promozione. È stato molto spiacevole e infatti l’ho fatto presente all’organizzazione. Di questa piccola esperienza mi lascia ancora oggi perplessa il fatto che alcuni uomini ritengano la donna solo uno strumento.”

Pensa che nel mondo di oggi, lavorativamente parlando, ci siano delle differenze di genere?

“Io credo assolutamente di sì. Comunque ci sono degli ambienti dove non c’è così tanta differenza, anzi, dove il personale femminile emerge più facilmente, ma ci sono anche altri ambienti in cui è difficile emergere. Anche i dati della maggior parte dei paesi più sviluppati, Italia compresa, mostrano che molte donne hanno un salario nettamente inferiore rispetto agli uomini. Oltre alle differenze di salario, spesso famiglia e carriera non sono ancora del tutto conciliabili se non facendo salti mortali, perché non viene ancora del tutto favorita la maternità nel momento in cui una donna è in carriera.”

Quali caratteristiche, secondo lei, dovrebbe avere una donna per avere successo nel mondo del lavoro?

“Io personalmente non faccio distinzione tra le caratteristiche che dovrebbe avere un uomo o una donna, perché ritengo che anche le donne siano forti e in gamba. Ad esempio, io ho un’azienda al 100% composta da donne, e quindi le valuto con una grande potenzialità. Quelle che secondo me sono delle caratteristiche che bisogna avere sono: multitasking, determinazione, coraggio, avere pazienza e non scoraggiarsi mai anche se ci sono degli ostacoli.”

Che consigli potrebbe dare a delle giovani ragazze che sognano di diventare imprenditrici?

“Innanzitutto, fare qualcosa che ti appassioni, che ti piaccia fare, di avere un obiettivo e fare di tutto per raggiungerlo. Perché penso che nel momento in cui si ha una buona idea, un obiettivo in mente e tanta determinazione, si riesca a fare tutto. Però bisogna sempre ricordarsi di non scoraggiarsi mai. Inoltre, si possono prendere dei punti di riferimento, perché ce ne sono molte di donne in tutto il mondo che ce l’hanno fatta.”

Conclusioni

L’intervista con Paola Cimolai offre uno sguardo approfondito sulle sfide e sulle vittorie delle donne nelle imprese. Grazie alle sue esperienze personali, emergono i temi universali che caratterizzano la presenza femminile nel campo degli affari: la lotta per essere riconosciute e rispettate, la necessità di superare gli ostacoli iniziali e la costante ricerca di un equilibrio tra carriera e vita personale. Inoltre, è un richiamo alla riflessione sulla necessità di creare ambienti di lavoro più equi e inclusivi, in cui il talento e le capacità individuali siano valorizzati indipendentemente dal genere.

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