IL GUSTO DELLA STRADA: VIAGGIO TRA FAST FOOD E SALUTE

Introduzione

Lo street food, o anche chiamato fast food (cibo veloce/cibo di strada), è il termine che racchiude tutti i cibi che possiamo mangiare e comprare in strada, quindi: cibi veloci, facili ma soprattutto gustosi da mangiare.

Le tracce più antiche di cibo preparato e cucinato per strada risalgono agli albori della nostra civiltà, circa diecimila anni fa. La nascita di questo nuovo movimento gastronomico fu grazie soprattutto alle tradizioni egizie, poi tramandate in gran parte dai Greci.

Una di queste tradizioni fu quella di friggere il pesce pescato diversi giorni prima (se si può dire “scaduto”), dandogli nuova vita e vendendolo agli abitanti per strada. Dalla Grecia poi si passa al mondo romano, dove queste tradizioni si arricchiscono e si trasformano in numerose varianti, fino ad arrivare allo street food dei giorni nostri.

Nel mondo attuale esistono un’infinità di fast food, che variano in base alla zona in cui ci troviamo; ma non sempre li troviamo solo nella città di origine. Infatti, gli street food comprendono tutti i cibi che possono essere mangiati e gustati in ristoranti o in strada: un esempio classico di street food è l’hamburger con le patatine, pensando all’America, oppure spostandoci in Asia possiamo gustare i ravioli cinesi, il sushi o gli involtini primavera, o addirittura pensando alla Turchia possiamo mangiare un ottimo street food come il kebab.

Per poter mangiare tutti questi cibi non è necessario recarsi nei rispettivi paesi d’origine, dato che le varie tipologie di street food nel mondo sono presenti quasi in ogni città in cui noi ci rechiamo.

Ad oggi, con il termine “street food” possiamo indicare due cose principali:

  • Un primo significato è proprio quello di “cibo di strada“, solitamente venduto nelle bancarelle, nei truck, in piccoli negozi o ristoranti con marchi molto conosciuti come McDonald’s o KFC.
  • Un secondo significato è quello di “facile e veloce”; infatti, il cibo degli street food è uno dei tanti cibi privilegiati da studenti e lavoratori che sono di fretta o non hanno il tempo materiale per prepararsi il pranzo o la cena.

Perché fanno male i fast food?

La principale differenza tra un fast food e lo stesso cibo preparato a casa è sicuramente la qualità di ciò che andiamo a mangiare, dove le materie prime usate dai grandi marchi sono solitamente a basso costo e di bassa qualità.

Rispetto a un fast food fatto in casa, come potrebbe essere un semplice panino, siamo noi a scegliere gli ingredienti e di conseguenza la loro qualità.

Per scegliere degli alimenti migliori ci sono delle principali linee guida che andrebbero seguite:

  • Prevedere sempre una porzione di verdure ad ogni pasto;
  • Evitare cibi troppo ricchi di grassi;
  • Ridurre l’utilizzo di salse che comportano una maggiore introduzione di grassi nel nostro corpo;
  • Cercare di non comprare carni derivate da allevamenti intensivi;
  • Limitare i fritti e alimenti eccessivamente processati;
  • Eccetto per chi ha problemi di celiachia, è meglio non mangiare cibi definiti “gluten free” perché a questi ultimi vengono aggiunti ingredienti processati e quindi da limitare. Preferibili sono le farine integrali che possono introdurre all’interno del nostro pasto una quantità maggiore di fibre.

Inoltre, un problema ricorrente dei fast food è il basso costo che porta di conseguenza non solo a una qualità minore delle materie prime, ma anche il consumatore a mangiare oltre il proprio livello di sazietà, con possibili rischi di sovrappeso, come succede spesso nei ristoranti “all you can eat”.

I fast food sono inoltre spesso ricchissimi di sale, che porta in molti casi all’ipertensione, la patologia più comune tra le persone che consumano questi alimenti costantemente. Altre patologie legate a questo eccessivo consumo sono obesità e malattie cardiovascolari dovute all’eccessivo quantitativo di grassi presenti nei fast food. Detto ciò, va precisato che non ci sono numeri precisi che indicano quante volte bisogna consumare fast food perché questo possa far male al nostro corpo.

Questo infatti dipende da individuo a individuo e specialmente da tre fattori: attività fisica, genetica e l’equilibrio degli altri pasti. Per chi fa sport a livello agonistico, mangiare fast food di scarsa qualità può ridurre considerevolmente le prestazioni, quindi la loro frequenza va limitata.

È inoltre un dato di fatto che nelle famiglie sta aumentando la consapevolezza sui potenziali rischi dei fast food di grandi marchi e sempre meno persone hanno problemi alimentari derivati da questi.

In conclusione, possiamo dire che i fast food possono essere mangiati e fare anche parte di una dieta, l’importante è tenere d’occhio la qualità, le quantità e la frequenza di alcuni alimenti. Come detto dalla biologa nutrizionista Manuela Dal Mas: “è spiacevole togliere alcuni cibi dalla nostra dieta, quindi cerchiamo semplicemente di essere consapevoli di ciò che mangiamo, di trovare un buon equilibrio e soprattutto di rimanere attivi”.

Ringraziamenti

Vogliamo ringraziare la dottoressa Manuela Dal Mas, biologa nutrizionista, che si è resa disponibile per questa intervista.

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