LEZIONI DI EDUCAZIONE CIVICA. DAL ‘MERCANTE DI VENEZIA’: L’AVARIZIA, L’USURA, IL COMMERCIO E LA GIUSTIZIA

Premessa

L’opera di Shakespeare e le sue tante implicazioni sociali ed economiche è stata trattata lo scorso anno da due classi seconde (2BSCA e 2DSCA) nell’ambito delle ore dedicate all’Educazione Civica. Questo articolo riprende alcune delle numerose considerazioni svolte in classe e le ripropone per nuove e più approfondite riflessioni.

Introduzione: Shakespeare come specchio della società

William Shakespeare, con il suo “Il Mercante di Venezia”, non ha solo creato un’opera teatrale immortale, ma ha anche offerto uno spaccato profondo di temi sociali ed economici che ancora oggi risuonano nella nostra società. Questo dramma, ambientato nella ricca e cosmopolita Venezia del XVI secolo, tocca argomenti come l’avarizia, il commercio, l’usura, la discriminazione razziale e la giustizia, offrendo spunti di riflessione ancora attuali.

La trama

La trama ruota attorno a tre personaggi principali: il mercante Antonio, il ricco ebreo Shylock e la bella e intelligente Portia. Antonio prende in prestito denaro da Shylock per aiutare il suo amico Bassanio a corteggiare Portia. Shylock, sfruttando l’occasione per vendicarsi delle ingiustizie subite, impone una clausola crudele: se Antonio non riuscirà a restituire il prestito in tempo, dovrà concedere a Shylock una libbra della sua carne (quasi mezzo chilogrammo)). Quando Antonio non riesce a ripagare il debito, il caso finisce in tribunale. Portia, travestita da avvocato, difende Antonio, sottolineando l’importanza della misericordia e riuscendo a salvare Antonio, mentre Shylock viene costretto a convertirsi al cristianesimo.

Avarizia e usura: il caso di Shylock

Uno dei personaggi centrali dell’opera, Shylock, un ebreo prestatore di denaro, incarna il tema dell’avarizia e dell’usura. Nell’epoca di Shakespeare, l’usura – la pratica di prestare denaro a tassi di interesse elevati – era vista con grande sospetto e spesso associata agli ebrei, che erano tra i pochi che potevano esercitare tale professione a causa delle restrizioni imposte ai cristiani dal diritto canonico.

Shylock, con il suo famoso patto che prevede una libbra di carne come garanzia per il prestito, simboleggia l’estremo dell’avarizia e della crudeltà che possono derivare dall’usura. Tuttavia, Shakespeare non dipinge Shylock solo come un cattivo impenitente. Attraverso il personaggio, esplora le complessità dell’essere umano e le circostanze che possono portare una persona a comportamenti estremi.

L’usura, nel contesto del dramma, va oltre la semplice transazione finanziaria; diventa un simbolo delle relazioni umane basate sul profitto e sulla mancanza di empatia. La figura di Shylock ci invita a riflettere su come la società tratta coloro che sono visti come “altri” e su come l’avarizia possa corrodere i legami umani e la moralità.

Discriminazione razziale: una riflessione contemporanea

Shylock, come ebreo, è soggetto a pregiudizi e umiliazioni. La sua professione di usuraio e il suo desiderio di vendetta sono in parte una risposta alla discriminazione che subisce. La sua famosa domanda, “Non ha forse occhi un ebreo?”, sottolinea l’umanità condivisa oltre le differenze religiose e culturali, mettendo in discussione le basi stesse del pregiudizio e della discriminazione.

La rappresentazione di Shylock e del ghetto di Venezia nel dramma ci invita a riflettere sulla discriminazione razziale e religiosa nel nostro mondo. La storia ci mostra come la ghettizzazione e l’ostracizzazione di un gruppo di persone basate sulla loro identità possano portare a cicli di odio e vendetta.

La discriminazione razziale, sia nel contesto storico di Venezia sia nelle società odierne, solleva questioni di giustizia, equità e diritti umani. La condizione di Shylock ci ricorda che la lotta per l’uguaglianza e la comprensione è un tema sempre attuale e che la letteratura può essere uno strumento potente per esplorare e sfidare le ingiustizie sociali.

La giustizia umana: il processo di Shylock

Nel “Mercante di Venezia”, il culmine della tensione tra Shylock e gli altri personaggi si verifica in tribunale, dove si svolge un intenso dibattito sulla giustizia umana. Shylock, aggrappandosi alla lettera della legge, richiede la sua libbra di carne, mentre Portia, travestita da avvocato, difende Antonio. La scena del tribunale diventa un simbolo della lotta tra una giustizia legale rigida e una più compassionevole e umana.Portia, con il suo famoso discorso sulla “qualità della misericordia”, sottolinea che la vera giustizia va oltre la legge scritta, invitando a una comprensione più profonda dell’umanità e della compassione. Questo momento rappresenta un punto di svolta nella comprensione della giustizia, suggerendo che la legge senza misericordia può essere crudele e ingiusta.

La giustizia divina: una visione più ampia

Al di là della giustizia umana, il dramma tocca anche il tema della giustizia divina. La visione rinascimentale del mondo, profondamente radicata nella religione, vedeva la giustizia divina come ultima arbitra di tutte le azioni umane. In questo contesto, le azioni di Shylock e degli altri personaggi possono essere viste come parte di un disegno più ampio, dove la giustizia divina opera in modi misteriosi e spesso incomprensibili.La conclusione del dramma, con la conversione forzata di Shylock al cristianesimo, solleva questioni complesse sulla natura della giustizia e della redenzione. Mentre alcuni interpretano questo finale come una forma di giustizia divina, altri lo vedono come una riflessione sulla tolleranza religiosa e l’etica della conversione forzata.

Conclusione: un’opera ricca di insegnamenti

“Il Mercante di Venezia” di Shakespeare rimane un’opera ricca di insegnamenti per l’Educazione Civica. Attraverso i suoi personaggi e le loro vicende, il dramma esplora temi come l’avarizia, il commercio, l’usura, la discriminazione razziale e la giustizia, offrendo spunti di riflessione sulla natura umana e sulla società. La rappresentazione di una giustizia che bilancia legge e misericordia, umana e divina, ci invita a considerare i valori fondamentali della nostra convivenza civile e del nostro sistema legale.

Nota

Rinviamo ad altro articolo l’approfondimento dei concetti di commercio e transazione economica, che erano stati trattati lo scorso anno dagli studenti in modo accurato e approfondito e che meritano un’analisi separata.

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