ILLUMINARE IL MONDO DELLA SCIENZA CON PASSIONE E CONOSCENZA: INTERVISTA AD ANTONELLA VIOLA

Introduzione

La Biologia è la scienza che si occupa di rispondere a tutte le  domande che ci facciamo riguardo alla vita, ci consente di esplorare i segreti della natura, di svelare i misteri che la circondano. Dalle cellule alla complessità degli ecosistemi globali, ogni ramo della biologia ci invita ad approfondire la scoperta di ciò che abbiamo intorno e influisce sulla nostra vita. Con la sua vasta gamma di discipline, dalla genetica all’ecologia, dalla fisiologia alla microbiologia, la biologia offre un terreno fertile per stimolare la nostra curiosità. Il biologo ha il compito fondamentale di studiare gli organismi viventi e i loro processi vitali così da contribuire alla comprensione della vita, col fine di migliorare la salute umana e di incrementare il progresso scientifico. Uno fra questi biologi, che negli ultimi anni sta dando un forte, innovativo e significativo contributo alla ricerca scientifica, è senza dubbio la biologa italiana Antonella Viola.

Antonella Viola è una biologa molto stimata nel campo della biologia evolutiva e molecolare. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche all’Università di Padova nel 1991, ha continuato con il dottorato nello stesso ateneo nel 1995. Ha lavorato in istituti di fama internazionale, tra i quali possiamo citare il Basel Institute of Immunology in Svizzera e l’European Molecular Biology Laboratory (EMBL) a Monterotondo di Roma. Dal 2015, insegna come Professoressa Ordinaria di Patologia Generale all’Università di Padova, dando il suo rilevante contributo alla ricerca e alla direzione scientifica. La Professoressa Viola ha guidato diversi progetti di ricerca sull’immunità, ottenendo riconoscimenti e conseguentemente finanziamenti importanti dall’European Research Council. Oltre a ciò, la Professoressa Viola è conosciuta in tutto il mondo per le sue conferenze scientifiche presso i principali centri di ricerca e per far parte di comitati scientifici di spicco, come l’EMBO (European Molecular Biology Organization).

L’intervista

Cosa l’ha spinta a diventare biologa?

“La curiosità. Mi interessava capire meglio come funziona il nostro corpo, come è nata la vita sulla Terra, come funziona l’evoluzione. La biologia è lo studio della vita e credo non ci sia nulla di più affascinante.“

Ha avuto un modello di riferimento?

“No, semplicemente ho letto gli argomenti delle materie di studio del corso di Biologia ed ho capito che mi sarei divertita a studiarle, che non sarebbe stato un peso (anche se poi ovviamente in tutti i percorsi di studio ci sono materie che ci piacciono molto e altre che ci costringono a fare fatica).“

Quali sono i progetti più significativi a cui ha partecipato?

“Ho lavorato per anni cercando di comprendere meglio il modo in cui si attivano i linfociti umani, cioè quali sono le condizioni che permettono l’avvio di una risposta immunitaria e quali quelle in cui invece questo avvio viene frenato sul nascere. Questo era importante per riuscire ad attivare meglio i linfociti contro patogeni e tumori e invece spegnerli nei pazienti che soffrono di malattie autoimmuni. I miei studi hanno contribuito a generare quella conoscenza che oggi ci permette di salvare molte vite con l’immunoterapia dei tumori. Un altro progetto importante riguardava i meccanismi che bloccano la risposta immunitaria nel cancro, impedendo così ai linfociti di eliminarlo. In questo campo però c’è ancora molto lavoro da fare perché per alcuni tumori, ancora non abbiamo capito quali siano i meccanismi di immunosoppressione. Negli ultimi anni mi sono invece dedicata a studiare l’infiammazione, un processo dei nostri tessuti che si attiva in risposta al danno e che, se non controllato, può essere molto pericoloso per la nostra salute. Con il mio gruppo di ricerca abbiamo identificato una nuova classe di farmaci che speriamo possano curare i pazienti affetti da alcuni tipi di patologie infiammatorie, come per esempio l’artrite, il morbo di Crohn o la psoriasi.”

C’è un aspetto della biologia che non ritiene abbastanza approfondito e che vorrebbe esplorare maggiormente?

“Ce ne sono tantissimi. Per esempio, il cervello è ancora molto misterioso, sia dal punto di vista della sua evoluzione sia del suo funzionamento. Non sappiamo esattamente perché dormiamo, cosa sia la coscienza o il rapporto che c’è tra linguaggio e memoria. Ma anche da un punto di vista più microscopico, sebbene conosciamo molte tappe dell’evoluzione, ci sono aspetti sconosciuti: come si è formata la prima cellula eucariote? e da dove vengono i virus? Insomma le domande sono ancora tantissime.”

Che consigli darebbe agli studenti che stanno considerando una carriera nel campo scientifico?

“Il mio consiglio è di scegliere una disciplina che piace davvero, che appassiona e non annoia. Di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà (che ci sono sempre) e di impegnarsi nello studio con serietà. Nel mio campo ho visto dei cambiamenti incredibili avvenire nell’arco di 20 anni: oggi curiamo malattie che fino a 10 anni fa erano una condanna. E lo stesso è accaduto in molti altri settori della scienza. Il futuro è tutto da scrivere e gli scienziati avranno un ruolo essenziale nel disegnare il mondo di domani.”

Conclusione

Ringraziamo Antonella Viola per averci concesso questa breve intervista e per la sua disponibilità nel condividere la sua esperienza e conoscenza nel campo della biologia. Invitiamo tutti a non far finire mai la propria curiosità, anzi, a continuare a stimolarla. Perché? Perché, come dice la professoressa Viola “il futuro è tutto da scrivere” e ognuno di noi può contribuire a scriverlo in modo migliore.

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