INTERVISTA ALLA DIRETTRICE MICHELA ZIN: I “CONTI” DI PORDENONELEGGE

PordenoneLegge, il festival letterario che da oltre vent’anni anima la città di Pordenone, è un evento che va oltre la semplice celebrazione della letteratura. È un’esperienza culturale che coinvolge, ispira e unisce la comunità. Ma cosa c’è dietro l’organizzazione di un evento di tale portata? Quali sono le sfide e le soddisfazioni di gestire un festival così significativo? Per scoprirlo, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare la dottoressa Michela Zin, la direttrice di PordenoneLegge, che con passione e dedizione lavora dietro le quinte per assicurare il successo di ogni edizione. In questa intervista esclusiva, Michela Zin ci svela gli aspetti organizzativi ed economici del festival, offrendoci uno sguardo privilegiato su come si dà vita a uno degli eventi culturali più attesi d’Italia.

Quanto costa organizzare Pordenonelegge ogni anno?

Il budget del festival si aggira intorno agli 800.000 euro, cifra che può variare leggermente di anno in anno in base al costo degli affitti e delle strutture e agli imprevisti, sempre presenti in questo genere di manifestazioni.

Una volta concluso il festival, si registra un guadagno?

Il festival si sostiene principalmente grazie ai finanziamenti di enti pubblici, tra cui la Camera di Commercio, il Comune e un contributo regionale proveniente dagli assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive. Non prevediamo un biglietto d’ingresso, quindi la partecipazione al festival è gratuita per tutti. Le sponsorizzazioni, che coinvolgono più di 90 entità, sono interamente reinvestite nell’organizzazione dell’evento. Di conseguenza, non realizziamo un profitto: l’obiettivo è coprire le spese, raggiungendo sostanzialmente un pareggio.

Quanti libri vengono venduti mediamente dagli stand di Pordenonelegge?

Quest’anno abbiamo registrato la vendita di circa 20.000 libri, un numero considerevole, che rappresenta quasi il 10% del totale dei libri venditi in un anno a Pordenone. È importante sottolineare che la gestione delle vendite non è a nostra diretta cura, ma è affidata a Librerie Coop, che è un’entità operante a livello nazionale. Loro si occupano sia della gestione della tensostruttura principale sia dei banchetti esterni situati vicino agli spazi degli incontri con gli autori. La presenza degli scrittori stessi, disponibili a firmare le copie dei loro libri, contribuisce ovviamente ad aumentare le vendite.

Gli autori che partecipano a Pordenonelegge ricevono un compenso?

No, non offriamo un compenso agli autori. La situazione è cambiata notevolmente rispetto agli inizi della nostra fondazione, quando dovevamo attivamente invitarli a partecipare. Ora, invece, riceviamo numerose richieste spontanee da parte degli autori, entusiasti di partecipare al festival. Sebbene non prevediamo un compenso per la loro partecipazione, ci assumiamo le spese per il loro viaggio, vitto e alloggio. Quest’anno, con la presenza di circa 600 autori, l’investimento in queste spese è stato oltremodo significativo.

Quali sono le principali spese che Pordenonelegge deve affrontare e come vengono gestite?

Le nostre maggiori spese riguardano l’intera organizzazione logistica del festival. Questo include gli allestimenti in tutta la città, il pagamento per l’utilizzo di spazi come il teatro che affittiamo, e l’allestimento delle tenso-strutture. Inoltre, abbiamo costi significativi legati alla promozione: ciò comprende inserzioni pubblicitarie sui giornali e allestimenti pubblicitari in città. Un’altra voce di spesa importante è l’ospitalità degli autori. Infine, dobbiamo considerare anche i compensi per i curatori del festival, che, pur non essendo dipendenti diretti della fondazione, lavorano con noi tramite contratti di collaborazione.

Le nostre conclusioni: considerazioni sull’Impatto culturale ed economico di Pordenonelegge

Pordenonelegge si è affermato non solo come un evento culturale di rilievo, ma anche come un motore economico vitale per la città di Pordenone. Oltre a promuovere la cultura e la letteratura, il festival ha un impatto economico tangibile, come evidenziato da un’indagine dell’Università Bocconi svolta qualche anno fa e ancora attuale e attendibile. Ogni euro investito nel festival genera, secondo lo studio, un valore circolante di oltre 7 euro, trasformando l’investimento iniziale di oltre 800.000 euro in un giro d’affari di più di 6 milioni di euro. Questo dato è particolarmente significativo considerando che gran parte di questo budget è reinvestito localmente, sostenendo la filiera culturale e stimolando l’economia di alcuni settori merceologici, soprattutto bar, ristoranti e alberghi.

Il festival ha quindi un ruolo cruciale nel rimpiazzare il vuoto lasciato dalla crisi industriale, proponendosi come un nuovo elemento di identità per Pordenone. La cultura diventa così un valore da difendere e rilanciare, non solo per il suo intrinseco valore educativo e sociale, ma anche come leva economica. La spesa dei visitatori e del pubblico, che ammonta in media a oltre 3 milioni di euro, e il gettito fiscale incassato dalla Regione Fvg, che supera i contributi pubblici, dimostrano l’efficacia di Pordenonelegge come investimento pubblico.

In conclusione, Pordenonelegge è più di un festival letterario; è un catalizzatore di cambiamento culturale ed economico. Con un impatto che va oltre la settimana di eventi, il festival ha influenzato profondamente la vita culturale e economica di Pordenone, diventando un modello di come la cultura possa essere un motore di sviluppo e di benessere per una comunità. La manifestazione non solo celebra la letteratura, ma crea un legame duraturo con la comunità, influenzando le vite di molti e contribuendo significativamente all’economia locale.

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