LE TASSE: TRA IL BENE COMUNE E LA DISGRAZIA PERSONALE – RISCOPRIRE IL VALORE NASCOSTO DIETRO IL DOVERE FISCALE

Introduzione: il dibattito sulle tasse, da Padoa Schioppa ad oggi

Le tasse in Italia sono state al centro di dibattiti accesi, con visioni che variano ampiamente tra i politici. L’ex Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa le aveva descritte come fondamentali per il sostegno dei servizi e del welfare. Questa visione si scontra con la complessa realtà fiscale dove una minoranza sostanziale sostiene il peso maggiore del sistema. L’articolo esplorerà il delicato equilibrio tra responsabilità civile e percezione pubblica delle tasse, evidenziando come influenzano la fiducia nella governance e il tessuto sociale.

Breve storia della tassazione in Italia

La storia delle tasse in Italia è un viaggio attraverso secoli di evoluzioni economiche, sociali e politiche, che riflette la complessità del rapporto tra lo Stato e i suoi cittadini. Fin dall’epoca romana, con il sistema tributario incentrato su tributi fondiari e dazi su merci e servizi, l’Italia ha conosciuto forme diverse di imposizione fiscale, adattandosi alle esigenze e alle strutture economiche di ogni periodo.

Nel Medioevo, il sistema fiscale si frammentò tra le varie città-stato e signorie, con tasse locali che finanziavano esigenze specifiche come la difesa o le infrastrutture. Con l’unificazione italiana, nel XIX secolo, si avviò un processo di armonizzazione fiscale, sebbene le difficoltà economiche e le disuguaglianze regionali continuassero a porre sfide significative.

Il XX secolo vide l’introduzione di imposte dirette sul reddito, un tentativo di distribuire più equamente il carico fiscale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia, nel contesto della ricostruzione e del boom economico, ampliò ulteriormente il sistema fiscale, includendo tasse sul valore aggiunto e contributi sociali, per finanziare il crescente welfare state.

Tuttavia, negli ultimi decenni, il dibattito sulle tasse in Italia si è intensificato, a fronte di un’evasione fiscale diffusa e di un carico tributario percepito come elevato da una parte significativa della popolazione. La sfida per il sistema fiscale italiano rimane quella di garantire equità e giustizia fiscale, finanziando i servizi pubblici essenziali pur mantenendo un contesto favorevole alla crescita economica e all’inclusione sociale.

Questa breve storia delle tasse in Italia illustra come, nonostante le trasformazioni, la questione fiscale rimanga centrale nel dialogo tra Stato e cittadini, tra esigenze di bilancio e aspirazioni di equità.

Chi paga le tasse in Italia?

L’Italia vanta uno dei rapporti tra pressione fiscale e prodotto interno lordo (PIL) più alti tra i paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), un indicatore che spesso viene citato nel dibattito pubblico per sottolineare il peso delle tasse sulle spalle di cittadini e imprese. 

In Italia, la situazione fiscale mostra, peraltro, un marcato squilibrio nella distribuzione del carico tributario tra i cittadini. Il 44% dei contribuenti paga, infatti, oltre il 92% dell’IRPEF, contribuendo con 175,17 miliardi di euro al gettito complessivo nel 2021. Questo lascia il restante 56% dei contribuenti a coprire solo il 7,38% del gettito totale. Tale distribuzione mette in evidenza la progressività del sistema fiscale italiano, ma anche le sfide legate all’evasione fiscale e alla distribuzione della ricchezza.

L’Italia, descritta come “un Paese di poveri” in alcuni rapporti, vede una grande parte della popolazione non contribuire direttamente attraverso l’IRPEF e quasi la metà dichiarare meno di 15.000 euro di reddito. Si evidenzia anche una disparità regionale, con il Nord che contribuisce maggiormente al gettito IRPEF rispetto al Mezzogiorno. Ad esempio, la Lombardia da sola versa un importo maggiore di IRPEF rispetto all’intero Mezzogiorno, nonostante quest’ultimo abbia una popolazione almeno doppia. Questa situazione riflette anche fenomeni di evasione fiscale e sommerso economico, particolarmente evidenti nel calcolo del gettito IVA pro-capite tra le diverse aree geografiche.

A cosa servono le tasse?

In Italia, le tasse finanziano vari aspetti del welfare e dei servizi pubblici. Significativamente, una parte rilevante del gettito fiscale è destinata alle pensioni, indicando la natura a ripartizione del sistema pensionistico italiano. Altri settori di spesa importante includono la sanità e l’istruzione, che insieme rappresentano circa il 37% della spesa pubblica, escluse pensioni e interessi. La sanità, ad esempio, assorbe circa il 14% delle uscite pubbliche, con una significativa allocazione per stipendi del personale e acquisti di materiale sanitario. L’istruzione vede la maggior parte delle sue risorse destinate agli stipendi degli insegnanti. Vi sono poi le spese per ordine pubblico e difesa, nonché per la Pubblica Amministrazione, che insieme formano un’ampia fetta del bilancio pubblico. Queste spese riflettono l’impegno dello Stato nel fornire servizi fondamentali, pur essendo soggette a dibattito pubblico per quanto riguarda la loro efficienza e l’adeguatezza dei fondi allocati.

E se non pagassimo più le tasse?

Se non si pagassero le tasse, lo Stato non avrebbe le risorse necessarie per fornire servizi essenziali come sanità, istruzione, sicurezza pubblica e pensioni. Questo potrebbe portare a un deterioramento significativo della qualità di vita, soprattutto per i meno abbienti, con carenze nel sistema sanitario, riduzione dell’offerta formativa e scarsa manutenzione delle infrastrutture. Inoltre, l’assenza di entrate fiscali minerebbe la capacità dello Stato di investire nello sviluppo economico e sociale, aumentando disuguaglianze e instabilità.

Conclusione

La sostenibilità del sistema fiscale italiano richiede un impegno collettivo affinché tutte le categorie contributive, inclusi lavoratori autonomi, aziende, e settori meno inclini alla regolarità fiscale, partecipino equamente. L’alto carico fiscale è esacerbato dal fatto che un’ampia porzione della popolazione non contribuisce in modo adeguato, mettendo a dura prova l’efficienza e l’equità dello Stato. Incoraggiare la partecipazione fiscale di tutti è cruciale per garantire che le risorse raccolte siano utilizzate per migliorare la vita collettiva, rendendo le tasse non solo necessarie ma un pilastro per una società equa e prospera.

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