L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL FUTURO DELL’INSEGNAMENTO: COMPAGNO O SOSTITUTO?

Introduzione

Ormai siamo immersi nella tecnologia, in continuo e costante progresso. Da tempo, è stato possibile ottimizzare lavori svolti da esseri umani sostituendoli con macchine. L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più presente nella nostra vita, da Siri a ChatGPT. Ci si chiede quindi: l’intelligenza artificiale potrà un giorno sostituire gli umani, ad esempio nel ruolo degli insegnanti? Questo scenario è frequente nei racconti di fantascienza, ma al di fuori dei film e dei libri, potrebbe davvero diventare realtà?

Digitalizzazione

L’uso dei dispositivi elettronici è in costante aumento, ma nelle scuole non è così diffuso come ci si potrebbe aspettare. Libri, quaderni, verifiche e test sono ancora largamente cartacei. La digitalizzazione offre numerosi vantaggi: consente di concentrare tutto in un unico dispositivo, eliminando il rischio di dimenticare qualcosa o di portare troppo peso. Inoltre, con un solo dispositivo è possibile consultare tutto il necessario. Ridurre l’uso della carta può anche aiutare il pianeta, considerando le discussioni sul cambiamento climatico e quanto poco basterebbe per diminuire il nostro impatto ambientale. Inoltre, l’uso del digitale può ridurre il rischio di copiare. Ad esempio, se l’insegnante può controllare la cronologia del dispositivo durante le verifiche e se ogni studente accende la videocamera, sarà possibile monitorare che non si copi in modo tradizionale. Il digitale facilita anche lo scambio di informazioni tra studenti e la correzione dei compiti da parte dei professori. Tuttavia, l’utilizzo esclusivo del digitale presenta anche degli svantaggi: è inutile in assenza di connessione, può rendere lo studio più faticoso e può essere dannoso a lungo termine se usato eccessivamente. Un recente sondaggio del gruppo di ricerca Bay View Analytics ha rilevato che il 43% dei docenti universitari crede che gli studenti imparino meglio con materiali stampati (il 41% ha un giudizio neutrale mentre il 16% è in disaccordo). La stessa convinzione è stata espressa anche dagli studenti. Le discrepanze nei punteggi dei test di lettura tra testi stampati e digitali sono in parte attribuibili alle proprietà fisiche della carta: la nostra mente ancorà i ricordi usando i riferimenti spaziali del libro stesso (ci si ricorda se l’informazione era all’inizio o alla fine del capitolo e in quale punto della pagina). Ma non è solo questo. È altrettanto importante la predisposizione mentale del lettore: le persone tendono a dedicare più impegno alla lettura su carta rispetto a quella digitale. È quindi necessario trovare un equilibrio tra il cartaceo e il digitale.

L’AI come strumento didattico

L’intelligenza artificiale si rivela estremamente utile sia nello studio che nell’insegnamento. Può essere impiegata dai docenti in vari modi come strumento didattico. È possibile confrontare le abilità dell’IA con quelle degli studenti, prendendo consapevolezza dei suoi limiti e punti di forza. Inoltre, l’IA è utile come supporto, in quanto può fornire spunti, generare immagini, creare testi e molto altro. Ad esempio, nelle materie scientifiche, può essere utilizzata per verificare il risultato di alcune operazioni o per spiegare determinati concetti. Anche gli studenti possono utilizzarla per gli stessi scopi. Tuttavia, è importante non abusarne: se ci si abitua a utilizzare solo l’IA, senza di essa si rischia di non essere capaci di agire autonomamente. È quindi necessario prestare attenzione. Per evitare questa dipendenza, ci sono diverse soluzioni. Si possono assegnare compiti che non possono essere svolti altrettanto bene da un’intelligenza artificiale, effettuare prove delle competenze in classe e insegnare prima i metodi che non prevedono il suo utilizzo.

La scuola e l’inclusività: il ruolo dell’intelligenza artificiale

La scuola, spesso, non è considerata un ambiente inclusivo. Questo è un dato di fatto. Non è possibile includere tutti, poiché, come ogni insegnante sa, ci si scontra con la realtà: non siamo tutti uguali. Di conseguenza, l’insegnante deve decidere su quale gruppo di studenti impostare il proprio insegnamento. Non è possibile concentrarsi solo sugli studenti eccellenti, perché gli altri farebbero fatica a stare al passo, ma nemmeno solo su chi ha più difficoltà, poiché ciò rallenterebbe il progresso degli altri. Di solito, si sceglie di concentrarsi sulla fascia media, la maggioranza. Non è possibile soddisfare perfettamente le esigenze di tutti, giusto? Dipende! Se si parla di esseri umani, la risposta è no, ma quando si parla di macchine, la risposta è sì!

  • E-Scheduling e personalizzazione dell’istruzione

Un’intelligenza artificiale riesce a gestire questi processi molto meglio degli esseri umani, in quanto è in grado di analizzare molte più variabili in tempo reale, o quasi. Si parla quindi di E-Scheduling. La macchina analizza le abitudini degli insegnanti e degli studenti, creando programmi di studio appropriati e personalizzati. Questo permetterà di ottimizzare l’istruzione e di migliorarla. Si avrà una maggiore personalizzazione del lavoro, permettendo a ognuno di esprimere appieno il suo potenziale.

  • Risultati dell’E-Scheduling

Grazie all’E-Scheduling, in classi sovraffollate, ogni alunno potrà essere coinvolto, creando lezioni più inclusive e aumentando l’interesse generale della classe. Questo permetterà di diminuire i tassi di abbandono scolastico, causati soprattutto dalla noia e dall’insuccesso scolastico. Anche l’insuccesso scolastico potrà diminuire: ogni alunno potrà avere un programma di studio basato interamente su se stesso, potendosi quindi applicare al meglio. Questo permetterà di colmare le lacune e di infrangere le barriere che causano la disuguaglianza tra istituzioni educative, creando un ambiente creativo, in costante sviluppo e al passo coi tempi.

Niente è Perfetto

Nonostante i numerosi pregi e vantaggi, l’IA non è priva di difetti. Uno dei processi utilizzati dall’IA è il Deep Learning, che consiste nell’imitare i processi del cervello umano. Tuttavia, è proprio questo: un’imitazione, non una creazione ex novo. Di conseguenza, un’IA non potrà mai generare autonomamente pensieri filosofici, analizzare le emozioni, descrivere qualcosa o generare opinioni come farebbe un essere umano. Ovviamente, è in grado di svolgere queste attività basandosi sui dati e le informazioni che riceve, ma non sarà mai in grado di farlo completamente da sola.

  • Limiti nella prospettiva e nella comprensione emotiva

Inoltre, un computer non possiede la capacità di vedere le cose da un’altra prospettiva. Non significa che non possa farlo affatto, ma che non riesce a superare determinati confini. Non può spiegare concetti che non possono essere spiegati razionalmente, come farebbe un essere umano. Ad esempio, non potrà mai descrivere i sentimenti se non attraverso i dati che le vengono forniti.

  • L’IA come strumento

Nonostante queste limitazioni, l’IA rimane uno strumento eccellente, sia per la sua velocità che per la sua efficienza. Ma è importante ricordare che non può essere più di questo: uno strumento, un supporto. Non può sostituire completamente le capacità umane, specialmente in ambiti che richiedono creatività, empatia e comprensione profonda.

Ma allora, l’insegnante scomparirà?

No, l’insegnante non può scomparire, poiché rappresenta un elemento fondamentale nel processo educativo. Un’IA non potrà mai sostituire completamente un ruolo complesso come quello di un insegnante. Sebbene il puro insegnamento, inteso come l’enunciazione e la spiegazione di concetti, possa essere svolto da un computer, ci sono compiti che esso non è in grado di svolgere. Una macchina eliminerebbe il prezioso rapporto che si crea tra studenti e insegnanti.

  • Limiti dell’empatia e della comprensione

Un computer non è capace di empatia e, quindi, non può comprendere perché uno studente non riesca a capire qualcosa dopo che gli è stato spiegato in tutti i modi possibili per la macchina. Inoltre, la scuola diventerebbe molto più difficile: mentre un insegnante può comprendere la difficoltà di studiare molte materie contemporaneamente, un computer, per sua natura, non ha questa capacità di empatia e comprensione.

  • La comunicazione e le emozioni

Un computer non capirebbe le emozioni: se uno studente è triste e fa fatica a capire, l’insegnante cerca prima di comprendere il suo malessere e poi di spiegare il concetto. Un’IA, invece, farebbe fatica a capire la correlazione tra le due cose. La comunicazione tra studenti e insegnanti artificiali sarebbe quasi inesistente e, di conseguenza, inefficace.

Conclusione: utilità dell’IA in ambito scolastico

Questo non sminuisce l’utilità delle numerose applicazioni delle intelligenze artificiali in ambito scolastico. Come per ogni cosa, è importante considerare pregi e difetti per poterle utilizzare al meglio. L’IA può essere un ottimo strumento di supporto, ma non può sostituire l’essenziale ruolo umano dell’insegnante.

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