SOSTENIBILITÀ E PROCESSI D’ACQUISTO, COSA NE PENSANO LE PERSONE?

Premessa

La sostenibilità è la condizione di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. Nel mondo di oggi questo tema sta diventando sempre più importante, a causa dell’inquinamento, del cambiamento climatico e della schiavitù moderna. Tuttavia, per le persone comuni, la sostenibilità è davvero così importante?

Per scoprirlo è stato creato un questionario anonimo sul tema, a cui hanno risposto 619 persone, auto-selezionate casualmente all’interno di contesti scolastici e lavorativi, nelle regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia, che contano in totale circa 6 milioni e 135 mila abitanti. I partecipanti sono stati divisi per età, professione, sesso, numero di figli, stato civile e titolo di studio. Si nota che il questionario era principalmente rivolto alle nuove generazioni, che assumono un ruolo chiave nello sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda il genere, delle 619 persone 391 erano femmine, 221 erano maschi e 7 hanno preferito non specificarlo.

Inoltre, di questo campione, 341 persone avevano meno di 20 anni, 87 avevano tra i 21 e i 30 anni, 36 avevano tra i 31 e i 40 anni, 71 avevano tra i 41 e i 50 anni, 40 avevano tra i 51 e i 60 anni e 44 avevano più di 60 anni.

Di seguito si riportano tutti i dati relativi ai rispondenti.

GENEREMaschioFemminaPreferisco non specificarlo
NUMERO DI PERSONE3912217
ETA’Meno di 2021-3031-4041-5051-60Più di 60
NUMERO DI PERSONE3418736714044
OCCUPA- ZIONEStudenteLivero ProfessionistaLavoratore StataleImprend.Lavoratore Nel Settore PrivatoInoccupatoDisocc.Pensionato
NUMERO DI PERSONE412224620788528
NUMERO DI FIGLIZeroUnoDueTreQuattro o Più
NUMERO DI PERSONE4635870208
STATO CIVILEConiugatoConviventeIn una relazioneSeparato/divorziatoVedovoNessuna delle precedenti
NUMERO DI PERSONE1313781169345
TITOLO DI STUDIOLicenza elementareLicenza mediaLicenza superioreLaureaDottorato/master
NUMERO DI PERSONE53131797844

Successivamente, il questionario conteneva delle domande sull’importanza di alcuni fattori, quali la sostenibilità stessa, informarsi sull’aspetto ambientale, sociale e della gestione d’impresa di un’azienda. Infine, il questionario chiedeva l’importanza di assumere comportamenti d’acquisto sostenibile. Le risposte possibili andavano da uno a cinque, dove uno indicava un’importanza molto bassa, tre indicava un’importanza media e cinque una molto alta.

L’idea dello studio nasce dalla crescente importanza, nel mondo d’oggi, delle valutazioni ESG, che considerano l’aspetto ambientale (Enviremental), sociale (Social) e della gestione d’impresa (G overnance). In particolare, l’aspetto ambientale comprende le emissioni, la gestione delle risorse e l’innovazione ambientale. L’aspetto sociale invece comprende i diritti umani, l’impegno sociale, la responsabilità dei prodotti e la gestione dele risorse umane. Infine, l’aspetto della gestione d’impresa valuta gli azionisti, le strategie comunicative ed il coinvolgimento degli stakeholders, anche noti come portatori d’interesse, nel processo decisionale. 

Però, le valutazioni ESG non solo risultano importanti per capire come una società nel suo complesso sta evolvendo, ma hanno anche importanti implicazioni nel mondo economico e nel mondo del funzionamento delle aziende. Infatti, in molti contesti stanno crescendo le strategie di investimento che danno un’importanza sempre più crescente a questi criteri.

Tuttavia, nei processi d’acquisto delle persone comuni (ossia, nella scelta dei prodotti, dei marchi, dei fornitori), gli aspetti ESG sono davvero così importanti? Di seguito vengono riportati i grafici che contengono le risposte date da chi ha compilato il questionario.

È dunque interessante notare come, nonostante la sostenibilità venga mediamente ritenuta come importante (oltre il 45% degli intervistati dà importanza di 4 o 5), informarsi sull’aspetto ambientale, sociale e della gestione d’impresa delle aziende da cui si comprano i prodotti non viene ritenuto ugualmente rilevante. Invece, viene ritenuto come mediamente importante assumere comportamenti d’acquisto sostenibile. Si può poi notare che il 9% delle persone con meno di vent’anni ritengono che la sostenibilità non sia per niente rilevante, mentre la media del resto del campione sia del 2,7%. Allo stesso tempo, però, il 25% dei giovani ritiene che la sostenibilità abbia una rilevanza molto alta. I dati evidenziano quindi un campione molto disperso. Le opinioni più estreme (1 e 5) sul tema sono prevalentemente concentrate nel campione dei giovani. 

Tuttavia, il questionario non si limitava solo a queste domande, ma chiedeva anche quanto ci si ritenesse effettivamente informati sulle aziende di cui si comprano i prodotti e sui processi produttivi di questi ultimi. Ulteriormente, si chiedeva anche quanto fossero importanti la qualità, l’impatto ambientale, la provenienza, le certificazioni sostenibili ed il prezzo dei prodotti che si comprano. In seguito veniva chiesto quanto si sarebbe stati disposti a pagare di più per prodotti sostenibili e quanto fossero importanti le condizioni dei lavoratori delle aziende di cui si comprano i prodotti. 

Le ultime domande, finalizzate a misurare la reale conoscenza sul tema e sui fenomeni collegati, chiedevano quanti schiavi ci fossero al mondo secondo le stime e a quali paesi fosse diffusa la schiavitù moderna, che l’ONU divide in lavoro forzato e matrimonio forzato.

Dall’analisi dei dati è risultato che le persone si ritengono poco informate sulle aziende da cui comprano i prodotti. Infatti, solo 68 persone (cioè circa l’11%) dicono di sentirsi informate da 4 a 5, mentre il 29% del campione dice di sentirsi informato 3. Ulteriormente, solo il 13% delle persone che ritengono che la sostenibilità abbia molta importanza dice di sentirsi mediamente tanto o tanto informato sulle aziende di cui compra i prodotti. Allo stesso tempo, solo il 15% di chi dice che la sostenibilità abbia un’importanza medio-alta ritiene di sentirsi informato 4 o 5. 

In secondo luogo, poi, è emerso che la qualità dei prodotti acquistati viene ritenuta molto importante. Infatti, 233 persone ritengono che quest’ultima sia molto importante (5), mentre 187 la ritengono mediamente tanto importante (4). È inoltre emerso che il 76,7% delle persone che ritengono che la qualità abbia una rilevanza molto bassa o mediamente bassa ha meno di vent’anni (43 su 56). 

Quindi, vengono alla luce due elementi molto importanti sia per lo sviluppo sostenibile che per le aziende. Infatti, si nota che, nonostante la media dell’importanza della sostenibilità sia 3.42, le persone si ritengono poco informate. Allo stesso tempo, risulta chiaro che la qualità sia un fattore determinante nei processi d’acquisto. Quindi, si potrebbero identificare nel miglioramento dei processi con cui i produttori informano i consumatori e nel miglioramento della qualità dei prodotti dei veri e propri driver della crescita economica sostenibile.

Tuttavia, emergono anche delle sfide. Infatti, viene assegnata un’importanza media al marchio dei prodotti che vengono acquistati, e potrebbe essere quindi più difficile per aziende nuove attirare subito una grande quantità di consumatori. Risulta però, da un’ulteriore analisi dei dati, che chi dà un’alta importanza alla qualità dei prodotti ritiene il marchio come più importante rispetto agli altri campioni. Quindi, è probabile che l’importanza del marchio derivi dall’associazione dell’affidabilità del prodotto con il produttore. 

Un’altra sfida che potrebbe emergere è il fattore prezzo, unito al fatto che le persone che lo ritengono molto importante ritengono altrettanto importante anche la qualità dei prodotti che acquistano. In questo caso, è strategico per le aziende riuscire ad ottimizzare i costi senza danneggiare il livello qualitativo della propria merce. Tuttavia, questo argomento richiederebbe uno studio condotto più nel dettaglio e su un campione più ampio, in quanto i risultati che emergono dal questionario risultino contradditori. 

In conclusione, sono state poste delle domande di controllo per valutare la conoscenza degli intervistati di alcune problematiche legate all’ESG. È necessario rilevare infatti che l’ONU stimi che nel mondo ci siano circa 50 milioni di persone che vivono in condizioni di schiavitù, collocate principalmente in India, Cina, Corea del Nord, Pakistan, Russia, Indonesia e Nigeria. Solo il 12% delle persone intervistate ha tuttavia fornito una stima vicina a quella dell’Onu. 

Considerata l’importanza della sostenibilità nei processi di acquisto emerge quindi come, per sviluppare una crescita sostenibile che non danneggi il pianeta, non sia necessario soltanto utilizzare valutazioni come l’ESG. Infatti, risultano essenziali i comportamenti del consumatore, il suo coinvolgimento e le sue scelte nei processi produttivi e d’acquisto. Una maggiore conoscenza della problematica potrebbe essere un punto di partenza.

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